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	<title>Centro di psicologia ad indirizzo clinico e dell&#039;età evolutiva e psicoterapia. Dott.ssa Patrizia Tombaccini e Dott.ssa Tatiana Parma &#187; Dieta</title>
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	<description>Psicologia Treviso - Studio di Psicologia e Psicoterapia  -  Carbonera</description>
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		<title>Le suggestioni: dimagrire 20 Kg in 20 giorni!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 13:50:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Disordini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>

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		<description><![CDATA[Finite le vacanze, inevitabilmente, si sono annidati in modo subdolo alcuni kg che hanno arrotondato il nostro punto vita. Che dramma! Quanto è difficile perdere peso!  Quanto facile è recuperare il peso perso! Si è così vulnerabili che qualunque invito &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/le-suggestioni-dimagrire-20-kg-in-20-giorni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1502.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-210" title="psico4-150x150" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1502.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Finite le vacanze, inevitabilmente, si sono annidati in modo subdolo alcuni kg che hanno arrotondato il nostro punto vita.<br />
<strong>Che dramma! Quanto è difficile perdere peso!  Quanto facile è recuperare il peso perso!</strong><br />
Si è così vulnerabili che qualunque invito pubblicitario viene immediatamente recepito: l’importante è fare presto e non rinunciare a niente. Ecco la suggestione: <em>senza sacrifici! </em>“Basta prendere le pilloline, il beverone o le erbette e mangiate ciò che volete!”. <strong><br />
In realtà non si ottiene nulla senza impegno e fatica.</strong><span id="more-209"></span><br />
La parola “<em>dieta</em>” nella sua etimologia significa &#8220;<em>equilibrio, regime di vita&#8221;</em>, dunque occorre trovare o ri-trovare l’equilibrio perso. Se si escludono i reali problemi salute (ormonali, biologici…) in genere, chi assume peso, mangia più del dovuto e/o non consuma le calorie in eccesso, che vanno ad accumularsi e a costituire il tessuto adiposo. Spuntano le rotondità ed aumenta il disagio.<br />
Si insinua la paura di aver perso il controllo sul proprio corpo, si è preda dell’ansia, ci si deprime, ci si innervosisce. Il risultato di questo processo <em>circolare </em>è l’ulteriore aumento del livello d’ansia, il calo dell’autostima e, in alcuni casi, la perdita dell’integrità del sé, calo dell’umore, depressione, talvolta <em>anoressia</em> e <em>bulimia</em>.<br />
Il livello di stress, alzandosi in modo significativo, produce per un meccanismo ormonale (secrezione del cortisolo) un aumento di peso. Chi si “ingrassa”, soprattutto, sono i produttori di articoli, riviste, libri che propongono cure veloci e miracolose per ritrovare la silhouette persa. Come si può cadere nelle trappole proposte, nelle diete facili del <em>fai da te?<br />
</em><strong>Nessun medico esperto proporrebbe mai diete monotematiche,</strong>  che si protraggono nel tempo. La persona vulnerabile, fragile nella sua autostima, è la preda preferita dei mass media. Occorre invece sentire un esperto: medico di famiglia, psicologo, dietologo.<br />
<em>Il problema  dell’ingrassare o dimagrire in modo eccessivo risiede spesso nella nostra mente; nasce da  un disagio, crea ulteriore disagio.</em> Il solito problema circolare!<br />
Recuperiamo il nostro buon senso e diamoci un programma d’intervento.<br />
Subito.<br />
Se dobbiamo perdere un paio di kg possiamo “mettere la testa a posto” riequilibrando la nostra dieta, aggiungendo un po’ di sano movimento (es. passeggiare a ritmo sostenuto ogni giorno per 15/20 minuti o gestire 150 minuti di attività motoria settimanale: running, walking, bicicletta).</p>
<p style="text-align: justify;">Un tabù da sfatare: &#8220;L<em>a pasta va eliminata&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è vero</strong>:<br />
E&#8217; ricca di carboidrati, apporta pochissimi grassi (che sono il pericolo maggiore per la linea), è ricca di amilosio, un carboidrato complesso, componente dell’amido, che assicura energia a rilascio lento.<br />
Ha un potere saziante: la glicemia (livelli di zucchero nel sangue) resta costante; contiene <strong> triptofano</strong> (100 mg per 80 g di pasta) una sostanza che produce<em> ormoni del benessere.<br />
</em>La pasta, meglio se integrale, “al dente” nella dose di 70 g, cotta in acqua non troppo salata, condita con pomodoro, pesto, verdure, ragù di pesce o carne è un buon pasto completo.<br />
Occorre poi introdurre opportunamente l’apporto proteico con dosi moderate di legumi e il calcio con latte magro, formaggi magri, yogurt. Il dosaggio del condimento è di 2 cucchiaini di olio d’oliva extra vergine.<br />
Troppi carboidrati causano impennate della glicemia, costringono il pancreas a produrre molta insulina e quindi la glicemia si abbassa di colpo, provocando “fame”. Mangiando una buona pasta, come sopra indicato, integrando verdura e frutta (senza esagerare perché contiene zuccheri), è possibile rimettersi in forma, mangiando in modo sano ed equilibrato e ritrovando così la fiducia in se stessi.<br />
Chi vuole perdere più peso deve  <span style="text-decoration: underline;">necessariamente</span> consultare un medico. Chi mangia per soffocare lo stress è opportuno consulti uno psicologo, che può aiutare il soggetto a capire per quale motivo si ecceda nel mangiare ( o nel bere) e quali pulsioni  si soddisfano.</p>
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		<title>Come dimagrire senza soffrire &#8211; L’uomo è ciò che mangia</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 16:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disordini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - Come dimagrire senza soffrire &#8211; Dottoressa Tatiana Parma. “L’uomo è ciò che mangia” (Feuerbach) ·        L’individuo come unità psico-somatica ·        Migliorare le condizioni materiali come conditio sine qua non per ritrovare l’armonia perduta Perchè ingrassiamo? Dieta = &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/disordini-alimentari/come-dimagrire-senza-soffrire-l-uomo-e-cio-che-mangia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-106" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it" target="_blank">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - Come dimagrire senza soffrire &#8211; Dottoressa <strong>Tatiana Parma</strong>.<br />
“L’uomo è ciò che mangia” (Feuerbach)<br />
·        L’individuo come unità psico-somatica<br />
·        Migliorare le condizioni materiali come conditio sine qua non per ritrovare l’armonia perduta<span id="more-104"></span><br />
<strong>Perchè ingrassiamo?</strong><br />
<strong></strong>Dieta = gr. dìaita “decisione, ripartizione (della vita), modo di vivere”<br />
Mettersi a dieta = Abbracciare una nuova filosofia di vita. <strong>Solo il 15% di chi è in sovrappeso</strong> ha ereditato una predisposizione genetica ad ingrassare. Nella maggior parte dei casi entrano in gioco fattori psicologici (equazione cibo-affettività) e sociali (abitudini, stili di vita, fattori culturali).<br />
<strong>Primo step: </strong>escludere qualsiasi tipo di patologia o disfunzione<strong></strong><br />
problemi alla tiroide (ipotiroidismo, disfunzioni), diabete tipo 1 e 2, problemi ormonali ecc.</p>
<p><strong>Secondo step: </strong>mettere a fuoco il vero problema<strong></strong><br />
Quale fame emotiva si nasconde dietro la mia ricerca di cibo?<br />
·        La noia<br />
·        La rabbia ( bisogno di addentare, mordere)<br />
·        La paura di crescere (bisogno di cibi casalinghi, dolci, latte, alimenti cremosi)<br />
·        Il desiderio di protezione (cuscinetti di grasso come “oggetto transizionale”)<br />
·        Il bisogno di trasgressione (le abbuffate notturne, la scelta di orari non convenzionali per mangiare)<br />
·        L’insicurezza (piluccare nel piatto altrui = entrare nella vita degli altri, desiderio di scambio e condivisione)<br />
·        L’infelicità (vuoto esistenziale)<br />
·        Il voler occupare uno spazio (essere importante per gli altri, farsi notare)</p>
<p><strong>Siamo più a rischio</strong> nelle fasi di passaggio da un’età all’altra, spesso i problemi di peso sono legati al conflitto evolutivo che stiamo attraversando, il cibo diventa sostegno, rassicurazione e rifugio.</p>
<p><strong>I NEMICI DELLA LINEA SIAMO SOLO NOI: </strong>la nostra rigidità, la non accettazione di sé <strong></strong></p>
<p><strong>Terzo step: </strong>che fare?<br />
consigli pratici, correttivi<br />
·        Accettazione di sé e dei propri limiti</p>
<p>Si migliora non quando ce lo si impone, ma quando si accetta la realtà così com’è. Da questo atteggiamento nasce lo spirito creativo.<br />
·        9 diete su 10 falliscono: siamo davvero motivati o pronti a perdere peso?</p>
<p>La paura inconscia si dimagrire alla base sei fallimenti. Il corpo che si trasforma come nuova identità.</p>
<p><strong>FALLISCI SE DICI</strong><br />
“devo dimagrire a tutti i costi”<br />
“voglio essere come una star”<br />
“lo faccio perché lui/lei mi vuole in linea”</p>
<p><strong>CE LA FAI SE DICI</strong><br />
“faccio la dieta per me stesso”<br />
“ogni tanto mi concedo una gratificazione”<br />
“voglio divertirmi adesso”</p>
<p><strong>Dall’insoddisfazione per come gestiamo la nostra vita ad una nuova filosofia di vita </strong>( gr. Dìaita)<br />
·        Concentrarsi sul presente</p>
<p>Rompere gli automatismi<br />
Smetterla di rimuginare sul passato<br />
Affrontare le ansie per il futuro<br />
Il presente come tempo del QUI E ORA (lat. hic et nunc), della creatività, del sentirsi vivi.<br />
·        Ricercare il piacere perduto</p>
<p>Sì ai piaceri stimolanti e coinvolgenti, che nutrano l’anima<br />
No ai piaceri superficiali, legati agli oggetti<br />
Riscoprire l’eros e il gioco<br />
Ridere<br />
Sazi, ma non saturi (sazietà non significa pancia gonfia)<br />
Nutrirsi di odori, colori, tattilità, coinvolgere tutti i sensi quando mangiamo</p>
<p><strong>Tre segreti per ritrovare la linea</strong><br />
1)    Essere creativi<br />
2)    Fare il più possibile cose che piacciano e appassionino &#8211; Vivere con gusto e di gusto<br />
3)    ARRABBIARSI!</p>
<p>Ribellarsi alle situazioni che ci stanno strette, saper dire di “NO”<br />
<strong>Essere consapevoli</strong></p>
<p>Esercizi per la mente che fanno bene al corpo<br />
·        Tenere un diario alimentare<br />
Scrivere sulla facciata sinistra di un quaderno gli alimenti assunti nel corso della giornata (senza omissioni), lasciare la parte destra per specificare le emozioni provate al momento del pasto, lo stato d’animo con cui ci siamo accostati al cibo.</p>
<p>·        Mangiamo per reale appetito o lo facciamo per gratificarci?<br />
Vincere gli attacchi di fame vuol dire affrontare la paura di rimanere senza cibo (cibo come affetto, cibo come anestetico).</p>
<p>·        Prima di abbuffarvi respirare e appoggiare le mani su ventre e fianchi,<br />
concentrarsi sulla sensazione di avere un corpo pieno, solido e forte. Se vi rimane ancora la sensazione di appetito, soddisfarsi con qualcosa di leggero come yogurt, crudité di verdure, frutta (evitare quella eccessivamente zuccherina: mandarini, frutta esotica ecc.), barrette proteiche, un bicchiere di latte parzialmente scremato o di soia, ecc.</p>
<p>·       Mangiare davanti ad uno specchio.<br />
·       Mettere tutto quello che ci accingiamo a consumare su un vassoio acquisteremo consapevolezza di quanto ingeriamo.<br />
·       Imparare a sfamarsi senza mangiare</p>
<p>Nutrirsi di letture, musiche, profumi, passeggiate (es. “come antipasto mi concedo   una bella canzone”, “come dessert una buona lettura o un buon film”).<br />
·        Essere sempre vivi e attivi è il modo migliore per scacciare la fame</p>
<p><strong>Situazioni più diffuse</strong><br />
PROBLEMA 1:  “Mangio quando sono triste, per consolarmi”. Cibo = ciucciotto<br />
SOLUZIONE: scrivere cinque cose che vi rendono felici al di là del cibo, iniziate a     metterne in pratica una, troverete gioie alternative alla tavola.</p>
<p>PROBLEMA 2: “Mangio quando mi sento solo”. Cibo = carezze affettive<br />
SOLUZIONE: rendete la vostra casa calda e familiare (luci, musica, profumi), invitate più spesso gli amici per cena, se la casa è piena, mente e stomaco sono più occupati.</p>
<p>ROMPERE L’ASSOCIAZIONE <strong>CIBO = PREMIO</strong> (rinforzo positivo)<br />
<strong>Volersi bene = perdere del tempo per sé </strong><br />
<strong>Volersi bene = essere responsabili </strong></p>
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