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	<title>Centro di psicologia ad indirizzo clinico e dell&#039;età evolutiva e psicoterapia. Dott.ssa Patrizia Tombaccini e Dott.ssa Tatiana Parma &#187; disturbi psicologici</title>
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	<description>Psicologia Treviso - Studio di Psicologia e Psicoterapia  -  Carbonera</description>
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		<title>Quando si diventa vecchi? Come affrontare i problemi della terza età</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 09:56:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tatiana Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Difficoltà di relazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - Psicologia dell’anziano. &#60;&#60;Al mio adorato nonno Sergio&#62;&#62; L’aspettativa di vita, al giorno d’oggi, si è notevolmente allungata: non è poco frequente raggiungere e superare gli ottanta anni. La nostra società, tuttavia, non sembra sufficientemente attrezzata a &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/tatiana-parma/quando-si-diventa-vecchi-come-affrontare-i-problemi-della-terza-eta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="color: #ff4b33; line-height: 24px; font-size: 16px;" href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - <strong>Psicologia dell’anziano.</strong><br />
<em>&lt;&lt;Al mio adorato nonno Sergio&gt;&gt;</em><br />
<strong>L’aspettativa</strong> di vita, al giorno d’oggi, si è notevolmente allungata: non è poco frequente raggiungere e superare gli ottanta anni. La nostra società, <strong>tuttavia</strong>, non sembra sufficientemente attrezzata a gestire questa particolare farse <span id="more-170"></span> del <strong>ciclo della vita</strong>.<br />
Lo dimostra la mancanza di riti di passaggio, quei momenti, cioè, in cui ci si riunisce con il proprio gruppo di appartenenza per celebrare la transizione da uno status ad un altro. Per questa ragione non è facile identificare concretamente quando avvenga la fine della seconda età e l’inizio della terza. A noi piace affermare che: <strong>si diventa “vecchi” quando</strong> si sono perse le speranze di vita futura a quando la propria esistenza pare non avere più senso.<br />
Accanto ad una <strong>componente soggettiva</strong>, c’è però un ineluttabile fattore biologico che caratterizza l’invecchiamento: le cellule dei tessuti smettono di rinnovarsi, l’organismo si indebolisce e aumentano perciò i rischi di malattia. Diminuisce la reattività e la capacità di apprendere cose nuove, si rafforzano, invece, le competenze già acquisite: gli anziani tendono a dare prestazioni uguali o superiori ai giovani nelle definizioni verbali e nella risoluzione dei problemi. <strong>Per questa ragione</strong>, nelle culture tradizionali, l’anziano ha sempre ricoperto il ruolo di saggio, di persona da rispettare e seguire nell’esempio.<br />
Qualità che adesso, nel mondo di internet e delle telecomunicazioni, vengono dimenticate. La nostra società rifugge l’idea dell’invecchiamento, non le conferisce uno status, la nega, nonostante l’età media della popolazione stia progressivamente avanzando. Un problema che, invece, le famiglie avvertono con grande forza, soprattutto quando la persona anziana comincia a manifestare la sua fragilità. In queste situazioni si assiste spesso ad un’inversione di <strong>ruoli tra genitore e figlio</strong>: questi si arroga il diritto di decidere per lui, imponendo le regole dell’accudimento e la gestione del quotidiano.<br />
<strong>Anche se mosso dalle migliori intenzioni</strong>, tale atteggiamento non risulta essere quello più idoneo. Un anziano, infatti, deve essere rispettato nella sua decisionalità, specie se ancora in grado di intendere e di volere. L’ambiente in cui vive è importante e sarebbe opportuno non modificarlo. L’anziano vive di passato, di ricordi; gli oggetti di cui si circonda hanno un’anima, una storia, alterare il suo spazio personale e le sue abitudini è vissuto come fonte di stress e incide negativamente sul suo benessere psico-fisico.<br />
<strong>Non bisogna mai dimenticare</strong>, inoltre, che ci si sta prendendo cura di una persona adulta a cui è necessario rapportarsi con un atteggiamento rispettoso ed empatico. I vecchi non devono essere equiparati ai bambini, anche quando non sono più autosufficienti e divengono totalmente dipendenti dagli altri. Sarebbe opportuno recuperare l’atteggiamento di rispetto e considerazione che si aveva un tempo verso la senilità, ricordandoci che, anche nei casi gravi, i nostri vecchi possono ancora insegnarci qualcosa.<br />
Gli anziani rappresentano la nostra memoria, presentificano le nostre radici, contribuiscono a formare il nostro senso di integrità. È necessario che una società civile non si dimentichi mai di queste importantissime funzioni.</p>
<p><strong>Riportiamo qui sotto</strong> alcune direttive dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) per il benessere dell’anziano:</p>
<p>- Alimentazione equilibrata (dieta mediterranea) con particolare attenzione alla disidratazione (non sente lo stimolo della sete, farlo bere molto).<br />
- Moderata attività fisica (150 minuti alla settimana): camminate, bicicletta, ballo.<br />
- Attività relazionali e sociali.<br />
- Letture, cinema, teatro per allontanare il decadimento cognitivo.</p>
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		<title>Come gestire lo stress e come sciogliere la tensione</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 12:01:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Disturbi d'ansia]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologa clinica]]></category>
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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - Come gestire lo stress. Per stress si intende qualsiasi domanda venga posta all’organismo dall’ambiente, il termine deriva dall’inglese to stress e significa “sottoporre a sforzo, tensione”, dare enfasi a…”. Le richieste e gli imprevisti del contesto &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/tatiana-parma/come-gestire-lo-stress-e-come-sciogliere-la-tensione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="color: #ff4b33; line-height: 24px; font-size: 16px;" href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - <strong>Come gestire lo stress</strong>. Per <em>stress</em> si intende qualsiasi domanda venga posta all’organismo dall’ambiente, il termine deriva dall’inglese <em>to stress </em>e significa “sottoporre a sforzo, tensione”, dare enfasi a…”. Le richieste e gli imprevisti del contesto in cui viviamo costituiscono la componente oggettiva del fenomeno stress,<span id="more-152"></span> le prime due definizioni dell’etimo inglese. L’enfasi che, invece, viene posta all’evento è un elemento soggettivo e del tutto personale. Un’inadeguata elaborazione di un evento porta a sviluppare un’eccessiva risposta di <em>coping</em> (dall’inglese <em>to cope</em>: “far fronte”). E a reazioni gravi di disadattamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A livello fisiologico </strong>si possono individuare due tipi di reazioni: una di tipo nervoso e una di tipo ormonale. Da un punto di vista nervoso la situazione di pericolo, reale o psicologico, induce alla produzione di due neurotrasmettitori: l’<em>adrenalina</em> e la <em>noradrenalina</em>.<br />
Si tratta di sostanze preziose poiché permettono all’organismo di essere più pronto allo scatto e all’azione. Una dose adeguata di tensione è, quindi, necessaria per sostenere con successo qualsiasi tipo di prestazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da un punto di vista ormonale</strong> vengono rilasciati alcuni specifici ormoni come la <em>prolattina</em> e il <em>cortisolo</em>. Quest’ultimo fa aumentare la quantità di zuccheri nel sangue (glicemia), per permettere all’organismo di avere maggior energia a disposizione e sostenere uno sforzo prolungato; ha altresì un’importante funzione antinfiammatoria. Questo rende meno vulnerabili agli agenti patogeni e meno predisposti a sviluppare malattie, tuttavia, non appena si esce dallo stato acuto di attivazione, si assiste ad un calo di tensione che rende molto più cagionevoli e fragili: l’effetto collaterale del cortisolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se prodotte in eccesso, <strong>tali sostanze</strong> possono provocare disturbi circolatori, somatizzazioni, abbassamento delle difese immunitarie, disturbi del sonno e della condotta alimentare. Colite, ulcera, infarti e tumori sono spesso causati da un eccesso di eventi stressanti. La fonte di tensione maggiore non sono tanto i fatti del mondo esterno, <em>ma siamo noi</em>, il nostro stile di vita, il nostro modo di affrontare le cose. È la nostra rigidità e resistenza a renderci poco flessibili e adeguati alle richieste del contesto. Il problema fondamentale riguarda il fatto che, spesso, travolti dalla routine di tutti i giorni, ci dimentichiamo di vivere realmente, di dare la giusta importanza alle cose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come fare, dunque, per sciogliere la tensione?</strong><br />
Nella nostra pratica clinica abbiamo trovato utile sottoporre le persone a sedute di rilassamento con tecniche miste di <em>training autogeno</em> e <em>yoga</em>, accanto a colloqui di sostegno e contenimento affettivo. Si dà, quindi, l’opportunità di parlare, sfogarsi (anche piangere, se necessario), di rilassarsi con la musica in un contesto, qual è il setting clinico, fuori dallo spazio e dal tempo, lontano, cioè, dal logorio della vita di tutti i giorni. Le persone imparano, così, ad utilizzare delle strategie più efficaci e a servirsi delle tecniche apprese anche a casa, autonomamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo qui <strong>di seguito</strong> alcuni eventi e corrispondenti livelli di stress (tabella adattata da Holmes e Rahe). Come psicologi, lavorando soprattutto sulla prevenzione, riteniamo opportuno che chi si riconosca nelle situazioni più a rischio chieda un aiuto ed un supporto adeguato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Evento  -  Livello di Stress</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto alto</strong><br />
Morte del coniuge,  matrimonio, divorzio o separazione, trasloco, periodo di carcerazione, perdita del lavoro, morte di un parente stretto, incidente o malattia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alto</strong><br />
Riconciliazione con il partner, pensione, problemi sessuali, arrivo di un figlio, grave malattia di un parente stretto, gravidanza, cambiamento di lavoro, problemi finanziari, morte di un amico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>medio</strong><br />
Altri problemi familiari, mutuo elevato, procedimento legale per debiti, cambiamento delle responsabilità lavorative, figli che se ne vanno da casa, problemi con la legge, eccezionale risultato personale, il coniuge comincia/smette di lavorare, inizio o fine della scuola, cambiamento nello stile di vita, cambiamento nelle abitudini, problemi con un superiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>basso</strong><br />
Cambiamento di orario o condizioni lavorative, cambio di scuola, cambio negli svaghi o nelle attività sociali, mutuo o debiti moderati, cambiamento del sonno, cambiamenti dei contatti con la famiglia, cambiamento delle abitudini alimentari, vacanze, Natale, violazioni minori della legge.</p>
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		<title>La depressione, il mal di vivere.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 22:44:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - La depressione, il mal di vivere. La depressione è una sindrome affettiva caratterizzata da un abbassamento del tono dell’umore, riduzione dell’energia e diminuita attività (da ICD-10: classificazione internazionale delle malattie). La capacità di provare piacere, interesse e &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/tatiana-parma/la-depressione-il-mal-di-vivere-psicologi-a-treviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> <strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - <strong>La depressione</strong>, il mal di vivere. <strong>La depressione</strong> è una sindrome affettiva caratterizzata da un abbassamento del tono dell’umore, riduzione dell’energia e diminuita attività (da <strong>ICD-10</strong>: classificazione internazionale delle malattie). <strong>La capacità</strong> di provare piacere, interesse e la concentrazione sono ridotti; è comune <span id="more-134"></span> una stanchezza marcata dopo ogni sforzo, anche minimo. Il sonno è generalmente disturbato e l’appetito ridotto, così come l’autostima e la fiducia in sé, spesso accompagnate da idee di colpa e inutilità.</p>
<p style="text-align: justify;">A seconda del numero e della gravità dei sintomi un <strong>episodio depressivo</strong> può essere classificato come <strong>lieve, moderato o grave</strong>, reattivo ad un evento stressante oppure apparentemente immotivato, ossia endogeno. Vi sono anche delle modificazioni croniche del tono dell’umore non sufficientemente gravi da rientrare nella diagnosi dei <em>depressione maggiore</em>, ma che sono così pervasive e persistenti da comportare una notevole sofferenza e disabilità (<em>distimia</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei casi più gravi</strong> è necessario un approccio integrato, multidisciplinare, che consideri l’individuo da un punto di vista biologico, psicologico e sociale. La presa in carico dovrebbe riguardare almeno tre figure professionali: medico di base, psichiatra e psicologo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poter usufruire di <strong>colloqui clinici</strong> e di sostegno permette alla persona sofferente di elaborare i suoi vissuti, dar loro un senso e, successivamente, riconsiderarli da altri punti di vista. Offre altresì un momento di ascolto partecipe e di stimolazione cognitiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella nostra esperienza</strong> si è rivelato utile anche il coinvolgimento dei familiari; il sintomo depressivo può essere visto, infatti, come una sorta di messaggio, comunicazione, che riguarda l’ambiente in cui l’individuo è inserito. <strong>Lavorare sul contesto familiare</strong> significa sensibilizzare al disagio, oltre che stabilire, tutti insieme, delle efficaci strategie di intervento, legate soprattutto ai problemi e alle difficoltà del quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La praticità degli interventi</strong> veicola un’idea di competenza e fa leva sul senso di responsabilità di ciascun componente della famiglia e del sistema terapeutico. Questo serve ad incrementare l’autoefficacia, restituisce dignità alla persona sofferente, ma, soprattutto, fornisce gli strumenti per poter essere più sereni e autonomi, fa cioè leva sulle risorse a cui si può attingere, siano esse esterne (parenti, patner, amici, personale medico) che interne (resilienza).</p>
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		<title>L&#8217;approccio Clinico dello studio di psicologia dottoressa Patrizia Tombaccini di Treviso</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 17:37:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Approccio clinico]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[psicodinamiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - La dottoressa Patrizia Tombaccini, con la collaborazione della dottoressa Tatiana Parma, si occupa di varie problematiche psicologiche. Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di consulenza di coppia, di sostegno a problemi di tipo ansiogeno (ansia generalizzata, &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/approccio-clinico/l-approccio-terapeutico-dello-studio-di-psicologia-patrizia-tombaccini-psicologi-a-treviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-84" title="psicologia" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it" target="_blank">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - La dottoressa <strong>Patrizia Tombaccini</strong>, con la collaborazione della dottoressa <strong>Tatiana Parma</strong>, si occupa di varie <strong>problematiche psicologiche</strong>. Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di <strong>consulenza di coppia</strong>, di sostegno a <strong>problemi</strong> di tipo ansiogeno (<strong>ansia generalizzata</strong>, <strong>fobie</strong> o disturbo di <strong>attacchi di panico</strong>),<span id="more-81"></span> <strong>somatizzazioni, depressioni</strong>, <strong>disturbi alimentari</strong>,problematiche connesse ai cicli di vita<br />
(dalla nascita alla vecchiaia) e  interventi psico-educativi per i<strong> bambini</strong> in età scolare (<strong>dislessia</strong>, <strong>iperattività</strong>, <strong>deficit</strong> <strong>cognitivi</strong>, <strong>difficoltà</strong> di integrazione con il gruppo classe).</p>
<p><strong>Il problema</strong> che viene riferito dalla persona o dal gruppo familiare viene letto utilizzando un approccio <strong>sistemico-relazionale e psicodinamico</strong>.<br />
<strong>L’obiettivo dei primi colloqui</strong> è principalmente quello di dare un senso al sintomo o disagio riferito, cercando di inserirlo all’interno di una storia personale e familiare, senza dimenticare il presente e gli aspetti legati al futuro e alla progettualità. Le prime sedute sono centrate sull’ascolto della persona e sulla formulazione di una diagnosi, <strong>alla fine di ogni incontro</strong> si perviene ad una breve restituzione e si cercano di fornire eventuali correttivi che possano far leva sulle risorse del soggetto, aumentando così la sua autostima e le competenze nella gestione del problema.</p>
<p><strong>Se necessario</strong> si cerca di entrare in contatto anche con medici, psichiatri e insegnanti (nel caso di minori con difficoltà scolastiche).<br />
<strong>L’attenzione alla persona è fondamentale e irrinunciabile</strong>, è sempre con questa che si definisce il contratto terapeutico (in quali ambiti centrare il lavoro clinico) e si pattuisce un numero di sedute utili per raggiungere il risultato auspicato.</p>
<p><strong>Lo psicologo è solo un tramite</strong>, un compagno di viaggio, alla fine del quale si torna a casa più ricchi e competenti.<br />
<strong>La scelta di collaborare con un&#8217;altra psicologa</strong>, la dottoressa <strong>Tatiana Parma</strong>, offre la possibilità di <strong>confrontarsi e monitorarsi</strong> continuamente sui casi, garantendo l’affidabilità e la validità degli interventi.</p>
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