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	<title>Centro di psicologia ad indirizzo clinico e dell&#039;età evolutiva e psicoterapia. Dott.ssa Patrizia Tombaccini e Dott.ssa Tatiana Parma &#187; Psicologa clinica</title>
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	<description>Psicologia Treviso - Studio di Psicologia e Psicoterapia  -  Carbonera</description>
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		<title>Come gestire lo stress e come sciogliere la tensione</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 12:01:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - Come gestire lo stress. Per stress si intende qualsiasi domanda venga posta all’organismo dall’ambiente, il termine deriva dall’inglese to stress e significa “sottoporre a sforzo, tensione”, dare enfasi a…”. Le richieste e gli imprevisti del contesto &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/tatiana-parma/come-gestire-lo-stress-e-come-sciogliere-la-tensione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="color: #ff4b33; line-height: 24px; font-size: 16px;" href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - <strong>Come gestire lo stress</strong>. Per <em>stress</em> si intende qualsiasi domanda venga posta all’organismo dall’ambiente, il termine deriva dall’inglese <em>to stress </em>e significa “sottoporre a sforzo, tensione”, dare enfasi a…”. Le richieste e gli imprevisti del contesto in cui viviamo costituiscono la componente oggettiva del fenomeno stress,<span id="more-152"></span> le prime due definizioni dell’etimo inglese. L’enfasi che, invece, viene posta all’evento è un elemento soggettivo e del tutto personale. Un’inadeguata elaborazione di un evento porta a sviluppare un’eccessiva risposta di <em>coping</em> (dall’inglese <em>to cope</em>: “far fronte”). E a reazioni gravi di disadattamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A livello fisiologico </strong>si possono individuare due tipi di reazioni: una di tipo nervoso e una di tipo ormonale. Da un punto di vista nervoso la situazione di pericolo, reale o psicologico, induce alla produzione di due neurotrasmettitori: l’<em>adrenalina</em> e la <em>noradrenalina</em>.<br />
Si tratta di sostanze preziose poiché permettono all’organismo di essere più pronto allo scatto e all’azione. Una dose adeguata di tensione è, quindi, necessaria per sostenere con successo qualsiasi tipo di prestazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da un punto di vista ormonale</strong> vengono rilasciati alcuni specifici ormoni come la <em>prolattina</em> e il <em>cortisolo</em>. Quest’ultimo fa aumentare la quantità di zuccheri nel sangue (glicemia), per permettere all’organismo di avere maggior energia a disposizione e sostenere uno sforzo prolungato; ha altresì un’importante funzione antinfiammatoria. Questo rende meno vulnerabili agli agenti patogeni e meno predisposti a sviluppare malattie, tuttavia, non appena si esce dallo stato acuto di attivazione, si assiste ad un calo di tensione che rende molto più cagionevoli e fragili: l’effetto collaterale del cortisolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se prodotte in eccesso, <strong>tali sostanze</strong> possono provocare disturbi circolatori, somatizzazioni, abbassamento delle difese immunitarie, disturbi del sonno e della condotta alimentare. Colite, ulcera, infarti e tumori sono spesso causati da un eccesso di eventi stressanti. La fonte di tensione maggiore non sono tanto i fatti del mondo esterno, <em>ma siamo noi</em>, il nostro stile di vita, il nostro modo di affrontare le cose. È la nostra rigidità e resistenza a renderci poco flessibili e adeguati alle richieste del contesto. Il problema fondamentale riguarda il fatto che, spesso, travolti dalla routine di tutti i giorni, ci dimentichiamo di vivere realmente, di dare la giusta importanza alle cose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come fare, dunque, per sciogliere la tensione?</strong><br />
Nella nostra pratica clinica abbiamo trovato utile sottoporre le persone a sedute di rilassamento con tecniche miste di <em>training autogeno</em> e <em>yoga</em>, accanto a colloqui di sostegno e contenimento affettivo. Si dà, quindi, l’opportunità di parlare, sfogarsi (anche piangere, se necessario), di rilassarsi con la musica in un contesto, qual è il setting clinico, fuori dallo spazio e dal tempo, lontano, cioè, dal logorio della vita di tutti i giorni. Le persone imparano, così, ad utilizzare delle strategie più efficaci e a servirsi delle tecniche apprese anche a casa, autonomamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo qui <strong>di seguito</strong> alcuni eventi e corrispondenti livelli di stress (tabella adattata da Holmes e Rahe). Come psicologi, lavorando soprattutto sulla prevenzione, riteniamo opportuno che chi si riconosca nelle situazioni più a rischio chieda un aiuto ed un supporto adeguato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Evento  -  Livello di Stress</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>molto alto</strong><br />
Morte del coniuge,  matrimonio, divorzio o separazione, trasloco, periodo di carcerazione, perdita del lavoro, morte di un parente stretto, incidente o malattia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>alto</strong><br />
Riconciliazione con il partner, pensione, problemi sessuali, arrivo di un figlio, grave malattia di un parente stretto, gravidanza, cambiamento di lavoro, problemi finanziari, morte di un amico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>medio</strong><br />
Altri problemi familiari, mutuo elevato, procedimento legale per debiti, cambiamento delle responsabilità lavorative, figli che se ne vanno da casa, problemi con la legge, eccezionale risultato personale, il coniuge comincia/smette di lavorare, inizio o fine della scuola, cambiamento nello stile di vita, cambiamento nelle abitudini, problemi con un superiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>basso</strong><br />
Cambiamento di orario o condizioni lavorative, cambio di scuola, cambio negli svaghi o nelle attività sociali, mutuo o debiti moderati, cambiamento del sonno, cambiamenti dei contatti con la famiglia, cambiamento delle abitudini alimentari, vacanze, Natale, violazioni minori della legge.</p>
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		<title>La depressione, il mal di vivere.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 22:44:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - La depressione, il mal di vivere. La depressione è una sindrome affettiva caratterizzata da un abbassamento del tono dell’umore, riduzione dell’energia e diminuita attività (da ICD-10: classificazione internazionale delle malattie). La capacità di provare piacere, interesse e &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/tatiana-parma/la-depressione-il-mal-di-vivere-psicologi-a-treviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> <strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - <strong>La depressione</strong>, il mal di vivere. <strong>La depressione</strong> è una sindrome affettiva caratterizzata da un abbassamento del tono dell’umore, riduzione dell’energia e diminuita attività (da <strong>ICD-10</strong>: classificazione internazionale delle malattie). <strong>La capacità</strong> di provare piacere, interesse e la concentrazione sono ridotti; è comune <span id="more-134"></span> una stanchezza marcata dopo ogni sforzo, anche minimo. Il sonno è generalmente disturbato e l’appetito ridotto, così come l’autostima e la fiducia in sé, spesso accompagnate da idee di colpa e inutilità.</p>
<p style="text-align: justify;">A seconda del numero e della gravità dei sintomi un <strong>episodio depressivo</strong> può essere classificato come <strong>lieve, moderato o grave</strong>, reattivo ad un evento stressante oppure apparentemente immotivato, ossia endogeno. Vi sono anche delle modificazioni croniche del tono dell’umore non sufficientemente gravi da rientrare nella diagnosi dei <em>depressione maggiore</em>, ma che sono così pervasive e persistenti da comportare una notevole sofferenza e disabilità (<em>distimia</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei casi più gravi</strong> è necessario un approccio integrato, multidisciplinare, che consideri l’individuo da un punto di vista biologico, psicologico e sociale. La presa in carico dovrebbe riguardare almeno tre figure professionali: medico di base, psichiatra e psicologo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poter usufruire di <strong>colloqui clinici</strong> e di sostegno permette alla persona sofferente di elaborare i suoi vissuti, dar loro un senso e, successivamente, riconsiderarli da altri punti di vista. Offre altresì un momento di ascolto partecipe e di stimolazione cognitiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella nostra esperienza</strong> si è rivelato utile anche il coinvolgimento dei familiari; il sintomo depressivo può essere visto, infatti, come una sorta di messaggio, comunicazione, che riguarda l’ambiente in cui l’individuo è inserito. <strong>Lavorare sul contesto familiare</strong> significa sensibilizzare al disagio, oltre che stabilire, tutti insieme, delle efficaci strategie di intervento, legate soprattutto ai problemi e alle difficoltà del quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La praticità degli interventi</strong> veicola un’idea di competenza e fa leva sul senso di responsabilità di ciascun componente della famiglia e del sistema terapeutico. Questo serve ad incrementare l’autoefficacia, restituisce dignità alla persona sofferente, ma, soprattutto, fornisce gli strumenti per poter essere più sereni e autonomi, fa cioè leva sulle risorse a cui si può attingere, siano esse esterne (parenti, patner, amici, personale medico) che interne (resilienza).</p>
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		<title>Dottoressa Tatiana Parma &#8211; Collaboratrice di PsicologiaTreviso</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 17:52:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - Dottoressa Tatiana Parma, psicologa clinica e di comunità iscritta all’Albo e all’Ordine degli Psicologi del Veneto al N.4922. La dottoressa Tatiana Parma è nata a Treviso nel 1977, e laureata a Padova nel 2001 con 110/110 e lode in Psicologia &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/tatiana-parma/psicologiatreviso-carbonera-psicologia-treviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-98" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it" target="_blank">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - Dottoressa Tatiana Parma</strong>, <strong>psicologa clinica</strong> e<strong> di comunità</strong> iscritta all’Albo e all’<strong>Ordine degli Psicologi del Veneto</strong> al N.4922. <strong>La dottoressa Tatiana Parma </strong>è nata a Treviso nel 1977, e<strong> laureata a Padova</strong> nel 2001 con <strong>110/110 e lode</strong> in Psicologia Clinica e di Comunità ad <strong>indirizzo Psicodinamico</strong>. <span id="more-96"></span>Ho discusso una tesi sperimentale su adolescenti adottati<br />
in tarda età dal titolo: “Tra due vite”.</p>
<p>Ho svolto e  svolgo tuttora esperienza di tirocinio presso l’<strong>ULSS 9 di Treviso</strong>.<br />
Collaboro da tempo con diverse professionalità e ho tenuto corsi di aggiornamento sulla leadership, la comunicazione, il rapporto mente-corpo, la teoria dell’attaccamento, la genitorialità adottiva, la psicologia dei cicli di vita, ecc.<br />
Sono stata <strong>educatrice</strong> nelle attività di doposcuola presso gli istituti primari e, dal 2003 al 2010, <strong>ho insegnato scienze sociali e filosofia</strong> presso una scuola superiore privata.<br />
Attualmente sono iscritta alla scuola di specializzazione in <strong>Psicoterapia Sistemico Relazionale</strong> presso il centro <strong>EIDOS</strong> di Treviso, sede staccata del <strong>Centro Milanese di Terapia della Famiglia</strong> di Luigi Boscolo.</p>
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