﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Centro di psicologia ad indirizzo clinico e dell&#039;età evolutiva e psicoterapia. Dott.ssa Patrizia Tombaccini e Dott.ssa Tatiana Parma &#187; Patrizia Tombaccini</title>
	<atom:link href="http://www.psicologiatreviso.it/category/patrizia-tombaccini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.psicologiatreviso.it</link>
	<description>Psicologia Treviso - Studio di Psicologia e Psicoterapia  -  Carbonera</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2015 14:11:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>Pensieri negativi: come eliminarli</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/pensieri-negativi-come-eliminarli/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/pensieri-negativi-come-eliminarli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 13:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri negativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=409</guid>
		<description><![CDATA[Quando non stiamo bene e la vita ci sembra ostile, senza uscita, è difficile ricorrere al pensiero positivo e vedere &#8220;il famoso bicchiere mezzo pieno&#8221;. Per quanto ci sforziamo i problemi occupano la nostra mente  e ci rallentano nelle  attività &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/pensieri-negativi-come-eliminarli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2013/09/psico4-150x15011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-311" alt="psico4-150x1501" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2013/09/psico4-150x15011.jpg" width="150" height="150" /></a>Quando non stiamo bene e la vita ci sembra ostile, senza uscita, è difficile ricorrere al pensiero positivo e vedere &#8220;il famoso bicchiere mezzo pieno&#8221;. Per quanto ci sforziamo i problemi occupano la nostra mente  e ci rallentano nelle  attività quotidiane. Possiamo ricorrere a palliativi, ma un senso di &#8220;fallimento&#8221; ci accompagna.<br />
Non siamo sereni, non siamo maturati nonostante l&#8217;avanzare dell&#8217;età.  Ci accorgiamo che, più gli anni passano. più la salute diventa precaria, con conseguente accumulo di stress. Dormiamo poco, ci alimentiamo in modo scorretto; il cibo diventa una compensazione: &#8220;faccio qualcosa per me&#8221;, ma in realtà abuso di cose di cui potrei fare a meno.<br />
Ansia e depressione colorano le nostre giornate e, per lenirle,  cibo, alcol, fumo, gioco, droghe, sesso&#8230; sembrano essere  soluzioni atte a placare il malessere. Qualche volta la fuga avviene a livello tecnologico, cercando forme di comunicazione e sfogo con interconnessioni e viaggi in rete.<br />
L&#8217;essere sempre connessi con il mondo  stimola ulteriormente  la mente già sovraccarica di pensieri e limita il senso di autoregolazione già indebolito dagli eventi. Il quadro si complica con un incremento degli insuccessi personali, affettivi, lavorativi&#8230;<br />
Urge ridurre lo stress e riprendersi,  aver cura di sé e della propria vita.  Si può fare.<br />
L&#8217;intervento psicologico appare ora opportuno.  Lo psicologo può utilizzare specifici programmi di riduzione dello stress basati sulla Mindfulness.<br />
La Mindfulness è la capacità di essere presenti nel nostro vivere quotidiano, è  riflessione sull&#8217; essere al mondo, è sapersi prendere cura di noi stessi con fiducia e autostima, recuperando pensieri, emozioni, vissuti.<br />
Si possono trovare soluzioni nuove, dare senso al nostro agire, liberandoci di vecchi schemi rigidi, inefficaci per affrontare le situazioni. hic et nunc, qui e ora.<br />
Ma da dove arrivano i pensieri negativi? Errori sul lavoro? Preoccupazioni economiche? Paura di star male? Di non farcela?<br />
Può essere difficile gestire ansie e preoccupazioni..<br />
Fino a qualche tempo fa si pensava fosse utile negare il problema, o  farlo uscire dalla nostra mente, cacciandolo dai nostri pensieri ,  ma la repressione e rimozione , ormai è consolidato dalla ricerca, non sono affatto utili;  anzi comprimendo i sentimenti questi escono ancora più forti, in modo inaspettato e violento.<br />
Anche qui, lo psicologo può aiutare il paziente a:distrarre il pensiero, concentrando l&#8217;attenzione su qualcosa di specifico,possibilmente un&#8217;attività creativa piacevole;</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>rilassarsi e prendersi cura di sé, diminuendo il tour de force a cui ci stiamo sottoponendo;</li>
<li>pensare in modo &#8220;protetto&#8221; a ciò che non si riesce a gestire;</li>
<li>praticare la mindfulness prendendo consapevolezza di ciò che siamo e cosa possiamo diventare, essendo più forti e consapevoli della negatività che ci opprime.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/pensieri-negativi-come-eliminarli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Disturbi dell&#8217;apprendimento: DSA</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/disturbi-dellapprendimento-dsa/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/disturbi-dellapprendimento-dsa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 18:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi differenziale]]></category>
		<category><![CDATA[discalculia]]></category>
		<category><![CDATA[disgrafia]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[DSA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=350</guid>
		<description><![CDATA[Alla piccola Vania&#8230; perché non sempre è come sembra&#8230; La dislessia, la disgrafia e la discalculia colpiscono il 4% della popolazione scolastica: circa 350000 alunni in età dell&#8217;obbligo.  Un dato, questo, importante anche per le conseguenze che genera sul comportamento e &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/disturbi-dellapprendimento-dsa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><em><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2013/09/psico4-150x15011.jpg"><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-311" alt="psico4-150x1501" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2013/09/psico4-150x15011.jpg" width="150" height="150" /></a></em><em>Alla piccola Vania&#8230; perché non sempre è come sembra&#8230;<br />
</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;">La dislessia, la disgrafia e la discalculia colpiscono il 4% della popolazione scolastica:<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>circa 350000 alunni in età dell&#8217;obbligo.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Un dato, questo, importante anche per le conseguenze che genera sul comportamento e sulla personalità dei bambini che vengono colpiti da tali disturbi.<br />
Studi recenti hanno dimostrato una correlazione tra le difficoltà di apprendimento, il disagio sociale, l&#8217;abbandono scolastico, il bullismo, abusi di sostanze alcoliche e stupefacenti e alcune manifestazioni di delinquenza in età giovanile.<br />
Appare quindi necessario intervenire, quanto prima, per diagnosticare il disturbo ed elaborare opportuni correttivi.<span id="more-350"></span><br />
La Consensus Conference, al <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>lavoro dal 2006, ha visto la partecipazione di 10 società scientifiche italiane tra cui l&#8217;Associazione Italiana Dislessia e la Associazione per la Ricerca e l&#8217;Intervento nella psicologia dell&#8217;Apprendimento ed ha elaborato il documento: &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento</span>&#8220;.<br />
L&#8217;Ordine degli Psicologi ne ha preso atto, così come l&#8217;Istituto Superiore di Sanità,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>specificando che il DSA è oggetto di interesse e competenza <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>dello psicologo.<br />
Nasce spontanea una riflessione: se il DSA è così diffuso e può determinare conseguenze devastanti, come mai non viene preso in maggior considerazione?<span style="mso-spacerun: yes;"><br />
</span>Ricordiamo che per diagnosticare un DSA dobbiamo avere a che fare con un alunno normodotato che non &#8220;riesce&#8221; nel suo percorso di apprendimento e non tiene il passo con il gruppo classe.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>L&#8217;alunno in questione svilupperà, a causa dell&#8217;insuccesso scolastico, vissuti emotivo-relazionali frustranti che lo porteranno a manifestare comportamenti più o meno problematici in proporzione a quanto la famiglia, la scuola avranno saputo intervenire<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>in modo specifico e corretto sul bambino.<br />
La Legge 8 ottobre 2010 n° 170 &#8220;Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico&#8221; riconosce le difficoltà dei bambini con DSA,<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>individua <i style="mso-bidi-font-style: normal;"></i><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">come</b><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>vanno diagnosticati gli alunni, quali criteri seguire, e indica all&#8217;istituzione scolastica e sanitaria comportamenti e obblighi da seguire.<br />
Nel luglio 2011 sono stati elaborati 2 documenti normativi:<span style="font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol;"><span style="mso-list: Ignore;"><br />
-</span></span>indicazioni per la diagnosi e la certificazione diagnostica dei DSA (accordo stato-regione);<br />
-linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA (MIUR).<br />
Il primo documento dà indicazioni alle Regioni sui compiti dei servizi sanitari e sull&#8217;utilizzo di specialisti privati. La diagnosi, infatti può essere effettuata con il coinvolgimento di: Neuropsichiatra infantile, Psicologo, Logopedista.<br />
Lo psicologo, per sua specifica competenza, elabora la diagnosi, fornisce consulenza e sostegno psicologico ( anche alla famiglia e alla scuola), infine, con la presa in carico del soggetto, elabora un piano di trattamento cognitivo-riabilitativo, valutando l&#8217;opportunità di collaborare con altri esperti.<br />
Il secondo documento fornisce indicazioni ben dettagliate di tipo didattico-pedagogico per gli insegnanti.<br />
Il 25 luglio 2012 c&#8217;è stata l&#8217;approvazione dell&#8217; Accordo Stato-Regioni sui Disturbi Specifici dell&#8217;Apprendimento e, in questa sede, si è ribadita l&#8217;importanza di attivare un percorso di potenziamento delle capacità di apprendimento dell&#8217;alunno <span> </span>in difficoltà, prima di effettuare la diagnosi e l&#8217;eventuale iter riabilitativo.<br />
<strong>Spesso, infatti, il DSA è confuso con altre situazioni di disagio legate a situazioni transitorie (assenze, problemi di relazione con insegnante e/o compagni, malattie, deficit sensoriali, svantaggio socio-culturale&#8230;), che non escludono la presa in carico, ma hanno modalità  di approccio diverse e non rientrano nella normativa specifica sopraccitata.<br />
</strong>Come si afferma nella Consensus Conference &#8220;la principale caratteristica di definizione della categoria nosografica di DSA è quella della <span style="text-decoration: underline;">specificità</span> <span> </span>intesa come un disturbo che interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo, ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Il principale criterio necessario per stabilire la diagnosi di DSA è quello della discrepanza tra abilità nel dominio specifico interessato e l&#8217;intelligenza generale che è adeguata all&#8217;età cronologica&#8221;.<br />
La diagnosi terrà conto:<br />
-degli strumenti standardizzati per valutare il profilo cognitivo;<br />
-dell&#8217;esplorazione delle funzioni neuro-psicologiche sottese nei processi di apprendimento;<br />
-della memoria di lavoro;<br />
-delle capacità di attenzione e concentrazionedelle abilità visuo-spaziali;<br />
della abilità nell&#8217;organizzazione temporale delle informazioni.<br />
Per completare la valutazione è necessario comprendere <span> </span>lo stato emotivo del bambino e l&#8217;influenza che esso ha nella formazione della personalità dell&#8217;alunno.<br />
I DSA si generano e si correlano a disturbi del linguaggio: la componente fonologica sub-lessicale è coinvolta soprattutto nella letto-scrittura, per cui risulta necessario il trattamento logopedico nei primi anni della scuola primaria e comunque prima degli 8-9 anni.<br />
In modo parallelo lo psicologo procederà al potenziamento cognitivo, analizzerà la sfera emotivo-relazionale elaborando<span> </span>i vissuti ansiogeni, in modo puntuale ed accurato, dando spazio anche al coinvolgimento familiare a cui fornirà supporto e sostegno.<br />
Per quanto concerne le competenze<span> </span>matematiche, la cui padronanza è legata alle abilità visuo-spaziali<span>  </span>e dai domini specifici, l&#8217;alunno in difficoltà necessita<span> </span>di un<span> </span>investimento motivazionale e di opportune strategie di apprendimento.<br />
I &#8220;non addetti ai lavori&#8221; tendono<span>  </span>a compensare le difficoltà dei DSA forzandoli ad impegnarsi ove non riescono, come fosse un problema di &#8220;cattiva volontà&#8221; e quindi da &#8220;punire&#8221;. Ciò comporta inevitabilmente reazioni negative e di resistenza al cambiamento da parte del bambino e spesso della famiglia.<br />
Agire sul comportamento finale senza avere chiara la diagnosi e dunque concausa del<span>  </span>&#8220;problema&#8221; oltre a risultare <span> </span>estremamente frustrante. E&#8217; fondamentale<span>  </span>invece trovare le cause del disturbo , cercare di risolverlo e trovare il modo di rendere efficace il processo di apprendimento.<br />
Dunque è stato dimostrato che, alla base dei disturbi in età evolutiva ci sono 3 elementi che devono svilupparsi e lavorare in modo sinergico: il sistema neurologico, bio-chimico e l&#8217;emotività.<br />
La mente, la volontà la concentrazione e l&#8217;attenzione al compito possono migliorare e modificarsi se il sistema nervoso matura in modo efficace. Le reazioni bio-chimiche possono migliorare anche con una corretta alimentazione (omega 3, soprattutto). Studi recenti hanno dimostrato una correlazione tra certi alimenti che possono migliorare o peggiorare le reazioni immunitarie ed emotive.<br />
Le emozioni, le relazioni significative fanno parte del nostro &#8220;essere al mondo&#8221;, sono le basi con cui costruiamo il nostro adattamento all&#8217;ambiente. Se il sistema adattivo trova ostacoli nella capacità di produrre risposte affettive ed emotive questo &#8220;malessere&#8221; si ripercuote e va ad interferire con il sistema corporeo e cognitivo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/disturbi-dellapprendimento-dsa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Autunno: che malinconia!</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/autunno-che-malinconia/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/autunno-che-malinconia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 13:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disordini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[cambio di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[melatonina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=214</guid>
		<description><![CDATA[Il tempo sta cambiando. Il sole, sempre più timidamente, si affaccia tra le nuvole, la temperatura scende, la nebbia si insinua, l’umidità e/o la pioggia ci vengono a disturbare più del dovuto. E’ normale sentirsi un po’ giù, accusare malessere. &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/autunno-che-malinconia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1503.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-215" title="psico4-150x150" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1503.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il tempo sta cambiando. Il sole, sempre più timidamente, si affaccia tra le nuvole, la temperatura scende, la nebbia si insinua, l’umidità e/o la pioggia ci vengono a disturbare più del dovuto.<br />
E’ normale sentirsi un po’ giù, accusare malessere. Difetta la luce solare e cala la produzione di <em>serotonina</em>, l’ormone che migliora l’umore, regola l’appetito.<span id="more-214"></span><br />
La prevalenza dello “scuro”, del buio, produce nel nostro organismo la secrezione di <em>melatonina </em> che abbassa il tono dell’umore e fa aumentare il desiderio di “cose buone”: dolci e carboidrati complessi soprattutto.<br />
La diminuzione della luce è dunque causa prima dell’abbassarsi dell’umore e dell’aumento di appetito. I disturbi stagionali sono legati alla difficoltà del nostro organismo di adattarsi  ai cambiamenti ambientali in modo repentino. Un calo delle difese immunitarie può causare vari problemi fisici di tipo respiratorio, digestivo, aumento di peso e umore disforico.<br />
Le persone più fragili sono le donne e i “portatori di stress”. Per difenderci, in modo naturale, bisogna esporsi, con le dovute protezioni e cautele, il più possibile ai raggi solari e consumare alimenti che stimolino la produzione di serotonina.<br />
Dunque: colazioni sane, ricche di cereali, fibre integrali, miele, marmellata, cioccolato fondente. A pranzo un buon primo piatto con pasta, meglio se integrale con verdura e frutta di stagione. La sera, meglio le proteine: pesci, legumi, uova e, in modo contenuto, carni bianche e latticini magri.<br />
La natura ci offre i prodotti giusti per combattere i mali stagionali, quindi comprare frutta e verdura a km zero, evitando prodotti di importazione che, per giungere a noi, utilizzano mezzi di trasporto che inquinano l’ambiente con i loro scarichi, producono il noto &#8220;<em>effetto serra&#8221; </em>e peggiorano la qualità dell’aria.<br />
Impariamo a rispettare la natura che, con i suoi ritmi, ci insegna cosa fare, come alimentarci, offrendoci i prodotti “giusti&#8221;. I primi freddi ci invitano ad utilizzare bevande e cibi <em>caldi.<br />
</em>L’avena è ricca di proteine, sali minerali e ha molti impieghi in cucina. Grano saraceno, miglio, legumi, contengono proteine, fibre, sono poveri di grassi e ricchi di carboidrati complessi, producono energia e senso di sazietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Nutriamoci con i colori dell’autunno!</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il rosso dei melograni, del radicchio;</li>
<li>Il verde di spinaci, cavoli, broccoli, carciofi, mele, pere;</li>
<li>Il viola dell’uva e dei fichi;</li>
<li>L’arancione delle arance, mandarini e cachi;</li>
<li>Il marrone dei funghi, della frutta secca, delle castagne.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Utilizziamo erbe aromatiche e spezie, soprattutto peperoncino, zafferano e curcuma, un potente antiossidante, antinfiammatorio</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/autunno-che-malinconia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le suggestioni: dimagrire 20 Kg in 20 giorni!</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/le-suggestioni-dimagrire-20-kg-in-20-giorni/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/le-suggestioni-dimagrire-20-kg-in-20-giorni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 13:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disordini alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=209</guid>
		<description><![CDATA[Finite le vacanze, inevitabilmente, si sono annidati in modo subdolo alcuni kg che hanno arrotondato il nostro punto vita. Che dramma! Quanto è difficile perdere peso!  Quanto facile è recuperare il peso perso! Si è così vulnerabili che qualunque invito &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/le-suggestioni-dimagrire-20-kg-in-20-giorni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1502.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-210" title="psico4-150x150" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1502.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Finite le vacanze, inevitabilmente, si sono annidati in modo subdolo alcuni kg che hanno arrotondato il nostro punto vita.<br />
<strong>Che dramma! Quanto è difficile perdere peso!  Quanto facile è recuperare il peso perso!</strong><br />
Si è così vulnerabili che qualunque invito pubblicitario viene immediatamente recepito: l’importante è fare presto e non rinunciare a niente. Ecco la suggestione: <em>senza sacrifici! </em>“Basta prendere le pilloline, il beverone o le erbette e mangiate ciò che volete!”. <strong><br />
In realtà non si ottiene nulla senza impegno e fatica.</strong><span id="more-209"></span><br />
La parola “<em>dieta</em>” nella sua etimologia significa &#8220;<em>equilibrio, regime di vita&#8221;</em>, dunque occorre trovare o ri-trovare l’equilibrio perso. Se si escludono i reali problemi salute (ormonali, biologici…) in genere, chi assume peso, mangia più del dovuto e/o non consuma le calorie in eccesso, che vanno ad accumularsi e a costituire il tessuto adiposo. Spuntano le rotondità ed aumenta il disagio.<br />
Si insinua la paura di aver perso il controllo sul proprio corpo, si è preda dell’ansia, ci si deprime, ci si innervosisce. Il risultato di questo processo <em>circolare </em>è l’ulteriore aumento del livello d’ansia, il calo dell’autostima e, in alcuni casi, la perdita dell’integrità del sé, calo dell’umore, depressione, talvolta <em>anoressia</em> e <em>bulimia</em>.<br />
Il livello di stress, alzandosi in modo significativo, produce per un meccanismo ormonale (secrezione del cortisolo) un aumento di peso. Chi si “ingrassa”, soprattutto, sono i produttori di articoli, riviste, libri che propongono cure veloci e miracolose per ritrovare la silhouette persa. Come si può cadere nelle trappole proposte, nelle diete facili del <em>fai da te?<br />
</em><strong>Nessun medico esperto proporrebbe mai diete monotematiche,</strong>  che si protraggono nel tempo. La persona vulnerabile, fragile nella sua autostima, è la preda preferita dei mass media. Occorre invece sentire un esperto: medico di famiglia, psicologo, dietologo.<br />
<em>Il problema  dell’ingrassare o dimagrire in modo eccessivo risiede spesso nella nostra mente; nasce da  un disagio, crea ulteriore disagio.</em> Il solito problema circolare!<br />
Recuperiamo il nostro buon senso e diamoci un programma d’intervento.<br />
Subito.<br />
Se dobbiamo perdere un paio di kg possiamo “mettere la testa a posto” riequilibrando la nostra dieta, aggiungendo un po’ di sano movimento (es. passeggiare a ritmo sostenuto ogni giorno per 15/20 minuti o gestire 150 minuti di attività motoria settimanale: running, walking, bicicletta).</p>
<p style="text-align: justify;">Un tabù da sfatare: &#8220;L<em>a pasta va eliminata&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è vero</strong>:<br />
E&#8217; ricca di carboidrati, apporta pochissimi grassi (che sono il pericolo maggiore per la linea), è ricca di amilosio, un carboidrato complesso, componente dell’amido, che assicura energia a rilascio lento.<br />
Ha un potere saziante: la glicemia (livelli di zucchero nel sangue) resta costante; contiene <strong> triptofano</strong> (100 mg per 80 g di pasta) una sostanza che produce<em> ormoni del benessere.<br />
</em>La pasta, meglio se integrale, “al dente” nella dose di 70 g, cotta in acqua non troppo salata, condita con pomodoro, pesto, verdure, ragù di pesce o carne è un buon pasto completo.<br />
Occorre poi introdurre opportunamente l’apporto proteico con dosi moderate di legumi e il calcio con latte magro, formaggi magri, yogurt. Il dosaggio del condimento è di 2 cucchiaini di olio d’oliva extra vergine.<br />
Troppi carboidrati causano impennate della glicemia, costringono il pancreas a produrre molta insulina e quindi la glicemia si abbassa di colpo, provocando “fame”. Mangiando una buona pasta, come sopra indicato, integrando verdura e frutta (senza esagerare perché contiene zuccheri), è possibile rimettersi in forma, mangiando in modo sano ed equilibrato e ritrovando così la fiducia in se stessi.<br />
Chi vuole perdere più peso deve  <span style="text-decoration: underline;">necessariamente</span> consultare un medico. Chi mangia per soffocare lo stress è opportuno consulti uno psicologo, che può aiutare il soggetto a capire per quale motivo si ecceda nel mangiare ( o nel bere) e quali pulsioni  si soddisfano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/le-suggestioni-dimagrire-20-kg-in-20-giorni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il lutto</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/il-lutto/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/il-lutto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 13:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[elaborazione lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Il lutto]]></category>
		<category><![CDATA[perdita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=196</guid>
		<description><![CDATA[Quando si perde qualcosa di valore, ci si rammarica, si è tristi, infastiditi, nervosi. In questo caso la perdita riguarda l’avere, il possesso sulle cose. Quando si perde qualcuno, un proprio caro, la perdita ci trafigge, è dentro la nostra persona: &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/il-lutto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1501.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-202" title="psico4-150x150" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/11/psico4-150x1501.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quando si perde qualcosa di valore, ci si rammarica, si è tristi, infastiditi, nervosi. In questo caso <em>la perdita</em> riguarda l’<strong>avere</strong>, il possesso sulle cose. Quando si perde <em>qualcuno, </em>un proprio caro, la <em>perdita ci trafigge, è dentro la nostra persona: </em>riguarda l’<strong>essere</strong>.<br />
Il lutto è un evento di natura psicologica che può esere elaborato in sede clinica. Dopo una prima fase di <em><strong>torpore</strong>, </em>in cui non si realizza cosa sia effettivamente successo, iniziano le tre fasi di elaborazione vere e proprie, che sono: <strong><em>la protesta, la disperazione, il distacco</em></strong>.<br />
Dopo essersi resi conto dell’infausto evento, chi resta comincia ad <em>arrabbiarsi, </em>col destino, con la vita, con le persone intorno, con il defunto che l’ha lasciato. Resosi conto che nulla è come prima, il soggetto cade nella più profonda disperazione. Capisce che è veramente <em>“finita” </em>e si sente smarrito, perso, senza volontà (depressione post-luctum). Questa è certamente la fase peggiore da sopportare che può imprigionare l’individuo in una patologia psichica importante. Dopo circa sei mesi (tempo medio) si inizia ad interiorizzare la persona, a sentirla dentro: siamo giunti alla fase del <em>distacco. </em>L’evento luttuoso ha perso quelle tinte forti ed insopportabili.<br />
Rientrano nei momenti critici, in cui è necessaria l’elaborazione di un lutto, anche la fine di una storia d’amore o d’amicizia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/il-lutto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo stalker , se lo conosci lo eviti</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/lo-stalker-se-lo-conosci-lo-eviti/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/lo-stalker-se-lo-conosci-lo-eviti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[stalker stalking]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=188</guid>
		<description><![CDATA[Lo stalking è un fenomeno, purtroppo, molto diffuso che consiste nel perseguitare una persona senza rispettare la sua volontà. E’ una forma di molestia oggi penalmente perseguibile. Si può infastidire una persona con telefonate, sms, incontri apparentemente casuali,  appostamenti  inizialmente &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/lo-stalker-se-lo-conosci-lo-eviti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/09/psico4-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-205" title="psico4-150x150" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/09/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo stalking </strong>è<strong> </strong>un fenomeno, purtroppo, molto diffuso che consiste nel <em>perseguitare </em>una persona senza rispettare la sua volontà. E’ una forma di <strong>molestia </strong>oggi penalmente perseguibile.<br />
Si può infastidire una persona con <em>telefonate, sms, incontri </em>apparentemente casuali, <em> appostamenti</em>  inizialmente “cortesi”, ma che tendono presto a degenerare in <em>minacce, intimidazioni, ricatti… </em><span id="more-188"></span><br />
Oggetto di questi terribili fenomeni, è quasi sempre la donna. Questi comportamenti di stalking sono lesivi della libertà e mettono a dura prova la persona che li subisce, alterando e disturbando il suo equilibrio psico-fisico, soprattutto quando la frequenza dei <em>disturbi è elevata </em>e<em> </em>ne indica il grado di pericolosità.<br />
Oggi l’opinione pubblica è più sensibile al <em>fenomeno;</em> lo  Stato ha preso<em> </em>le<em> </em>distanze dal<em> </em>“delitto d’onore”. La donna oggi ha <em>il permesso</em> di decidere come vuole vivere la propria vita e con chi. Non è e non può essere proprietà di nessuno. Il rispetto e la tutela della libertà decisionale devono essere considerate ai primi posti nella scala dei valori.<br />
Lo stalker <em>non rispetta la persona, manifesta un comportamento ossessivo-compulsivo, ha un pensiero persecutorio che tende ad indirizzare verso l’oggetto del suo desiderio. Non tollera la frustrazione, non accetta la realtà. Vive il rifiuto come un’onta, un dispiacere insopportabile per il “ suo” principio del piacere. Nega la realtà di un rapporto finito. Continua a contattare l’ex, come se nulla fosse successo. </em><br />
Di fronte a minacce o provocazioni, anche subdole è opportuno rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine che sapranno intervenire nel modo più opportuno.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/lo-stalker-se-lo-conosci-lo-eviti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La professionalità: come, quando, perchè ?</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-professionalita%e2%80%99-come-quando-perche%e2%80%99/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-professionalita%e2%80%99-come-quando-perche%e2%80%99/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 07:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=180</guid>
		<description><![CDATA[In ogni ambito lavorativo si è remunerati per eseguire determinati compiti, dettati dal mansionario di categoria. É evidente cosa si deve fare, ma non sempre è chiaro il “limite”: sottilmente ci viene richiesto qualcosa in più o noi stessi tendiamo &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-professionalita%e2%80%99-come-quando-perche%e2%80%99/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/09/psico4-150x1501.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-207" title="psico4-150x150" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/09/psico4-150x1501.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In ogni ambito lavorativo si è remunerati per eseguire determinati compiti, dettati dal mansionario di categoria. É evidente cosa si deve fare, ma non sempre è chiaro il “limite”: sottilmente ci viene richiesto <em>qualcosa in più </em>o noi stessi tendiamo a <em>strafare</em> per nostre esigenze interne, spesso recondite e inconsapevoli.<strong><br />
Ma quale  sarebbe il comportamento più conveniente da seguire?<span id="more-180"></span><br />
</strong>Per gli psicologi, come per altri professionisti,  esiste un’ ETICA condivisa dagli iscritti all’Albo e all’Ordine professionale. Ogni <em>professionista</em> sia in ambito clinico, educativo, artistico… deve conoscere i comportamenti più adatti, per eseguire al meglio l’intervento richiesto. Lavorare a compito favorisce un clima relazionale disteso oltre a far raggiungere in modo corretto gli obiettivi prefissati. Collaborare significa  <em>portare il proprio contributo, </em>essere <strong><em> assertivi</em></strong>: <em>non  passivi, non aggressivi.</em><br />
Sarebbe opportuno non stabilire legami troppo stretti con i colleghi: si rischia di uscire dal ruolo professionale per entrare in ambito affettivo-amicale, scivolando così sul piano personale. La concentrazione delle proprie energie sul <strong>compito </strong>diventa, dunque, una sorta di “toccasana”, che porta ad essere sempre più attenti e responsabili e <em>meno presi da se stessi.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-professionalita%e2%80%99-come-quando-perche%e2%80%99/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I problemi di lavoro: disoccupazione, fallimenti, conflitti, mobbing</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/i-problemi-di-lavoro-disoccupazione-fallimenti-conflitti-mobbing/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/i-problemi-di-lavoro-disoccupazione-fallimenti-conflitti-mobbing/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 13:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Difficoltà di relazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mobbing]]></category>
		<category><![CDATA[psicodinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Stress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=161</guid>
		<description><![CDATA[I problemi di lavoro: disoccupazione, fallimenti, conflitti, mobbing. Il lavoro (dal latino labor: “fatica, sforzo”) è una componente importante della nostra identità. &#60;Chi sei?&#62;, &#60;Cosa fai nella vita?&#62;, sono le domande che più spesso ci capita di fare quando conosciamo per &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/i-problemi-di-lavoro-disoccupazione-fallimenti-conflitti-mobbing/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="color: #ff4b33; line-height: 24px; font-size: 16px;" href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I problemi di lavoro: <strong>disoccupazione</strong>, <strong>fallimenti</strong>, <strong>conflitti</strong>, <strong>mobbing. </strong><strong>Il lavoro</strong> (dal latino <em>labor</em>: “fatica, sforzo”) è una componente importante della nostra identità. <em>&lt;Chi sei?&gt;, &lt;Cosa fai nella vita?&gt;,</em> sono le domande che più spesso ci capita di fare quando conosciamo per la prima volta qualcuno. Non è difficile, quindi, <span id="more-161"></span> comprendere come le difficoltà che incontriamo nell&#8217;ambiente lavorativo possano ripercuotersi sul nostro funzionamento psico-fisico, andandone ad alterare gli equilibri e predisponendoci a tutta una serie di disagi e malattie psicosomatiche. <strong>Il lavoro</strong> comporta sudore e fatica, ma ci conferisce anche una dignità e uno status agli occhi della società, ci fa sentire <em>ri-conosciuti</em>.La Repubblica Italiana sancisce nell’articolo 1 della Costituzione questo diritto inalienabile, su cui fonda la sua stessa esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando si perde il lavoro</strong>, o non si trova, si è più soggetti a sviluppare patologie di tipo depressivo, proprio perché viene a mancare quel senso di integrità e riconoscimento sociale che garantisce un’attività remunerata. Negli ultimi mesi, complice la crisi economica, è aumentato il tasso di suicidio tra i piccoli imprenditori. Le vittime: gente cresciuta nella cultura dell’<em>homo faber</em>, della ricompensa alle proprie fatiche, della fiducia spropositata nelle capacità umane e nella ricchezza… <strong>Gente che non è riuscita</strong>, proprio perché non ha mai contemplato l’insuccesso, a gestire il fallimento della propria attività, con cui si era totalmente identificata. Per noi professionisti del sociale è importante, oltre ad essere un imperativo etico, riuscire a fornire un sostegno e degli interventi concreti per questa persone a rischio suicidario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri disagi</strong> coinvolgono i rapporti con i colleghi e con i capi, la gestione delle incombenze, la divisione dei ruoli. Nell’esperienza di lavoro si mettono in gioco le proprie premesse personali, le problematiche connesse alla nostra identità e al valore che ci viene attribuito. Se l’autostima è bassa si cercherà di ottenere maggior consenso e approvazione, a volte facendo più di quanto venga richiesto o comporti il contratto lavorativo. Si innescherà un <strong>circolo vizioso</strong>, in cui più si fa e più è naturale che si faccia, generando nella persona un senso perenne di frustrazione. Altre volte ci si metterà in competizione con i colleghi, esacerbando invidie, ripicche, gelosie.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile trovare<strong> le strategie giuste</strong> per andare d’accordo, poiché ogni gruppo di lavoro ha le sue caratteristiche, storie, finalità. Per questa ragione riteniamo utile leggere le problematiche che ci vengono riportate in chiave sistemica, inserendole, cioè, nel contesto peculiare in cui si sono sviluppate. Spesso le <strong>difficoltà di relazione</strong> sono connesse alle difficoltà do comunicazione; è importante, quindi, affinare queste competenze e migliorare la propria assertività (essere cioè propositivi, ma non impositivi).</p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista<strong> psicodinamico</strong> è invece utile lavorare sulla <em>crisi di identità</em> a cui spesso vanno incontro i lavoratori sofferenti. Si cerca di comprendere, analizzando la storia della persona, come e quando si siano innescate tali falle nell’IO e si cerca di fornire un supporto adeguato, affinché si riescano a contenere o ridurre.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre <strong>difficoltà lavorative</strong> sono legate ad una confusione di ruoli, per esempio, nelle attività a gestione familiare o nelle società tra amici o fidanzati. Gestire le dinamiche personali separatamente da quelle lavorative è un’impresa titanica; spesso si confondono e le discussioni nate in un ambiente si propagano immediatamente nell’altro. Chi vive queste esperienze non “stacca mai”, si porta il lavoro a casa e la casa al lavoro, generando uno stato cronico di<strong> frustrazione</strong>. In questa casi si rivela utile lavorare sull’intero gruppo familiare o di soci, in modo da elaborare insieme delle strategie efficaci per separare competenze, contesti e richieste.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere capaci di indossare molte <em>maschere</em>, in base ai ruoli che ricopriamo nella vita, è un traguardo fondamentale. Ogni maschera ha il suo momento d’azione, una volta tolta non può più esercitare la sua potestà, ma deve lasciare spazio ad un nuovo aspetto del Sé, altrettanto bisognoso di ascolto e gratificazione. <strong>Non si può indossare una maschera sopra l’altra</strong>, così come non si può assumere una maschera troppo lontana dalla propria conformazione fisica, si rischierebbe di sviluppare una <em>sindrome di personalità multipla</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Che dire del fenomeno del <strong><em>mobbing</em></strong> (dall’inglese <em>to mob</em>: “accalcare, assalire”)? Violenze che ogni giorno vengono fatte subire e da cui non ci si può sottrarre, perché ribellarsi significherebbe perdere il lavoro o la posizione raggiunta. Non è facile trovare strategie efficaci per uscire da questi paradossi, poiché sono, per definizione, strade senza uscita. Le uniche risorse a cui appellarsi possono essere: la richiesta di un intervento <em>super partes</em>, in grado di valutare le dinamiche innescate, oppure l’uscita dalla situazione. Nei casi più lievi si può fare riferimento al proprio senso di responsabilità: non esiste, infatti, una vittima senza un carnefice, si può contribuire a creare la personalità del carnefice continuando a porsi come vittima. Ridefinire la relazione, smettere di attuare le stesse modalità difensive, potrebbe modificare, migliorare forse, la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte persone, invece, lamentano di passare la maggior parte del loro tempo a fare un lavoro che non amano e non le gratifica. Al giorno d’oggi è difficile consigliare di trovarsene un altro, ma darsi da fare, progettarsi nuovi scenari e muoversi concretamente per realizzarli, può essere un buon antidepressivo.<strong> Una strategia utile</strong> è investire la propria energia in attività extra-lavorative gratificanti, che vadano così a migliorare la qualità della vita, rompendo la pericolosa equazione “<em>io sono il mio lavoro</em>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/i-problemi-di-lavoro-disoccupazione-fallimenti-conflitti-mobbing/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La crisi di coppia; quando la coppia scoppia</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-crisi-di-coppia-quando-la-coppia-scoppia-psicologi-a-treviso/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-crisi-di-coppia-quando-la-coppia-scoppia-psicologi-a-treviso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 22:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicodinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia di coppia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=137</guid>
		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - La crisi di coppia; quando la coppia scoppia. Una coppia si forma sulla base di un tacito accordo. L’amore non è sempre la conditio sine qua non per cui due persone decidono di stare insieme. Il patto &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-crisi-di-coppia-quando-la-coppia-scoppia-psicologi-a-treviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="color: #ff4b33; line-height: 24px; font-size: 16px;" href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - <strong>La crisi di coppia; quando la coppia scoppia. Una coppia</strong> si forma sulla base di un tacito accordo. L’amore non è sempre la <em>conditio sine qua non</em> per cui due persone decidono di stare insieme. Il patto può riguardare la soddisfazione di bisogni complementari oppure interessi comuni.<br />
<span id="more-137"></span><strong>La coppia entra in crisi</strong> quando gli equilibri su cui aveva impostato il suo ménage saltano, mettendo in discussione la relazione e, di conseguenza, l’identità stessa degli individui coinvolti (<em>l’Io intersoggettivo</em>, ossia quelle parti di noi che si originano dall’incontro con l’altro).</p>
<p style="text-align: justify;">Questi meccanismi vengono generalmente agiti con litigi, silenzi, ripicche, piuttosto che pensati; per questa ragione non è facile esserne consapevoli e se ne viene travolti. La coppia scoppia e, in tutto questo calderone, vengono coinvolti amici, familiari, figli… a volte avvocati, che vanno a complicare le dinamiche e ad aumentare la conflittualità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel lavoro psicologico con la coppia</strong> si cerca innanzi tutto di affinare la comunicazione, trovare cioè un linguaggio comune, soprattutto legato ad eventi concreti che entrambi i membri della coppia hanno avuto modo di sperimentare. Da qui si parte per ricostruire il patto, tacito, che li ha portati ad incontrarsi e a seguire un percorso comune.<br />
<strong>Si cerca</strong> si sensibilizzare al punto di vista dell’altro, all’idea che non esiste <em>la</em> verità, ma dei vissuti e che tutti hanno diritto ad avere i propri. Si evita di entrare in assurde logiche causali, in cui esiste un carnefice e una vittima, ma si lavora sul senso di responsabilità e autoefficacia di entrambi, creando un contesto di ascolto empatico e collaborativo. Si dà molta importanza alla storia personale e di coppia e si va alla ricerca di quel <em>patto</em> tacito che ne ha sancito l’unione e che ora sembra traballare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricerca di un <em>senso</em></strong> risulta fondamentale. Capire i motivi che possono aver innescato una crisi dà ai suoi protagonisti la possibilità di fare qualcosa per affrontarla, permette cioè di non subire passivamente, ma di scegliere e di non farsi manipolare dagli eventi e dalle persone coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno spazio importante</strong> viene riservato al percorso di elaborazione del <em>lutto</em>, con tutti i sentimenti ad esso connessi (rabbia, disperazione). Un lutto che può riguardare la perdita del legame e l’elaborazione del distacco, oppure, semplicemente, l’accettazione della “morte” del patto e la creazione di un altro, più idoneo e adeguato all’attuale stile di vita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/la-crisi-di-coppia-quando-la-coppia-scoppia-psicologi-a-treviso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dottoressa Patrizia Tombaccini &#8211; Psicologa a Treviso &#8211;  Studio a Carbonera</title>
		<link>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/patrizia-tombaccini-psicologa-a-treviso-studio-ambulatorio-carbonera-psicologi-a-treviso/</link>
		<comments>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/patrizia-tombaccini-psicologa-a-treviso-studio-ambulatorio-carbonera-psicologi-a-treviso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 17:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patrizia Tombaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Musicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Psico-pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicomotricità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologiatreviso.it/?p=91</guid>
		<description><![CDATA[Psicologi a Treviso © - Mi chiamo Patrizia Tombaccini, sono nata a La Spezia il 5/2/1952. Mi sono laureata all’Università di Padova in Psicologia Clinica e dell’Età Evolutiva con una tesi intitolata: “Il Corpo. Aspetti filosofico-psicologici, prospettive di intervento terapeutico”. Sono iscritta all’Albo &#8230; <a href="http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/patrizia-tombaccini-psicologa-a-treviso-studio-ambulatorio-carbonera-psicologi-a-treviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-93" title="psico" src="http://www.psicologiatreviso.it/wp-content/uploads/2012/03/psico1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong><a href="http://www.psicologiatreviso.it" target="_blank">Psicologi a Treviso</a> ©</strong> - Mi chiamo <strong>Patrizia Tombaccini</strong>, sono nata a La Spezia il 5/2/1952. Mi sono laureata all’Università di Padova in <strong>Psicologia Clinica e dell’Età Evolutiva</strong> con una tesi intitolata: “<strong>Il Corpo.</strong> Aspetti filosofico-psicologici, prospettive di intervento terapeutico”.<span id="more-91"></span> Sono iscritta all’<strong>Albo e all’Ordine degli Psicologi del Veneto al numero 2260</strong>.</p>
<p>Dal 1976 sono insegnante di scuola primaria, attualmente lavoro presso l’Istituto Comprensivo di Carbonera (TV).</p>
<p>Ho una formazione filosofica ( <strong>Università di Pisa</strong> ), pedagogica, psicomotoria (scuola francese: Lapierre, Aucouturier e spagnola: Monsalves ) e sessuologica (sono abilitata all’insegnamento dell’<strong>educazione sessuale nelle scuole</strong>).<br />
Sono stata <strong>cantante e musicista professionista</strong> (chitarra classica ed elettrica).<br />
Mi occupo di <strong>tematiche relazionali</strong>,<strong> sessuali</strong>, comunicazione e dinamiche di gruppo.</p>
<p><strong>Sono formatrice accreditata</strong> e tengo corsi pratici su:<br />
• <strong>Psicomotricità</strong><br />
• <strong>Sessualità</strong><br />
• <strong>Psico-pedagogia</strong><br />
• <strong>Psicologia dell’Età Evolutiva</strong> e del Ciclo di Vita<br />
• <strong>Musicoterapia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicologiatreviso.it/patrizia-tombaccini/patrizia-tombaccini-psicologa-a-treviso-studio-ambulatorio-carbonera-psicologi-a-treviso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
